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LA CONSULENZA FILOSOFICA
Una breve ricostruzione
Bisogna andare molto indietro nel tempo
per comprendere quello che oggi viene impropriamente indicato
come un fenomeno nuovo.
La consulenza filosofica rappresenta
un aspetto proprio e peculiare della filosofia in quanto tale
ma, abituati a concepire la filosofia come una disciplina
chiusa, distante dalla realtà e riservata ai soli filosofi,
abbiamo a lungo rigettato anche la sola ipotesi che essa potesse
invece diventare uno strumento a nostra disposizione per affrontare
i problemi della vita
È proprio a questo errore che dobbiamo una ricostruzione
parziale di questo particolare aspetto della filosofia pratica
Nella maggior parte dei casi, per datare la nascita della
consulenza filosofica, si fa riferimento all’iniziativa
di Gerd Achenbach, filosofo tedesco che, nel 1982, denunciando
il distacco della filosofia dalla vita reale, aprì
uno studio di consulenza filosofica a Colonia. Achenbach ha
l’indubbio merito di aver rilevato un bisogno, ridestando
il desiderio di “filosofare” per comprendere o
risolvere questioni della vita pratica e offrendosi egli stesso
come guida in questo percorso ma, a dire il vero, già
nell’antichità accadeva qualcosa di simile.
Nel V sec. a.C., ad esempio, Antifonte l’Ateniese, filosofo
esiliato a Corinto per motivi politici, aveva aperto in quella
città un “negozio di consolazioni”, ovvero
uno studio nel quale si vantava di poter alleviare le sofferenze
umane attraverso l’uso della parola.
Allo stesso modo la maieutica socratica – quella particolare
arte dialettica con la quale identifichiamo tutta la filosofia
di Socrate e alla quale si fa oggi riferimento per spiegare
come procede la consulenza
filosofica – ha segnato il
ruolo e la storia della filosofia.
Per secoli la filosofia ha occupato un ruolo primario nel
rapporto tra l’uomo e la conoscenza, offrendosi sempre
come mezzo per comprendere sé stessi e il mondo circostante.
Nel secolo scorso grandi filosofi sono stati chiamati a dare
il loro contributo in diverse aree della vita pratica,
dalla politica all’economia, all’etica delle professioni,
alla bioetica, all’intelligenza artificiale. Molti di
loro offrivano consulenze nei settori della comunicazione
e della cultura d’impresa ma senza che questo fosse
in grado di restituire, agli occhi della gente, una “dignità
pratica” alla filosofia.
Oggi questo aspetto ritorna di attualità e, forse,
non è tutto merito dei filosofi. È la difficoltà
di vivere un rapporto coerente e sereno con il proprio mondo,
insieme ad un abusato ricorso ad un approccio patologico della
vita, ad aver favorito un rinnovato interesse nei confronti
della filosofia.
Gran parte delle risposte prodotte fino ad oggi rivelano
la loro fragilità e gli uomini, stanchi di inseguire le
proprie debolezze, cercano conforto anche nella ragione, confidando
che un giusto modo di porre le questioni è il primo,
fondamentale passo, verso la loro soluzione.
Il problema della filosofia è la consapevolezza
del disordine nei nostri concetti,
e lo si può risolvere conferendo loro ordine.
(Ludwig Wittgenstein)
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